La vela d'altura perde un gigante: il mondo delle regate oceaniche piange la perdita di Charlie Dalin.

Il mondo della vela d'altura piange la scomparsa di un vero eroe: Charlie Dalin si è spento all'età di 42 anni dopo una lunga malattia.

Nato nei pressi di Le Havre, in Francia, Dalin è stato per quasi vent'anni una forza della natura nel panorama velico mondiale, capace di fondere una straordinaria competenza tecnica con un acume tattico fuori dal comune. Laureatosi in architettura navale presso l'Università di Southampton nel 2006, aveva scoperto la vela ad appena sei anni, trasformando quella passione infantile in una sfolgorante carriera professionale durata oltre due decenni.

Le sue doti di progettista e skipper ne hanno segnato il percorso, proiettandolo ai vertici delle regate oceaniche. Tra i suoi primi impegni professionali spicca la partecipazione al team di progettazione e costruzione del VO70 Ericsson 4, l'imbarcazione che trionfò alla Volvo Ocean Race 2008-09 stabilendo il record di percorrenza sulle 24 ore.

L'ascesa di Dalin come regatante si è consolidata nella competitiva classe Figaro Beneteau, dove ha conquistato ben cinque podi consecutivi alla Solitaire du Figaro. Passato poi al circuito IMOCA, ha collezionato successi straordinari: le vittorie consecutive alla Transat Jacques Vabre (nel 2015 con Yann Eliès e nel 2019 con Paul Meilhat), il secondo posto al Vendée Globe 2020 (primo al traguardo, secondo in classifica dopo la compensazione dei tempi) e il titolo di Campione del Mondo IMOCA Globe Series, oltre a innumerevoli altri podi e trionfi.

Nel 2023, Dalin ha legato il suo nome anche a The Ocean Race, vincendo la cruciale tappa transatlantica a bordo di 11th Hour Racing Team, che si sarebbe poi aggiudicato la vittoria generale della regata.

Subito dopo ha varato il suo nuovo IMOCA, MACIF Santé Prévoyance, un progetto firmato da Guillaume Verdier nel quale Dalin ha avuto un ruolo fondamentale dall'ideazione alla costruzione. Dopo gli ottimi risultati nelle regate di qualificazione per il Vendée Globe 2024, Dalin è entrato definitivamente nella storia: ha polverizzato il precedente record della regata di ben nove giorni, tagliando il traguardo con il tempo straordinario di 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi.

Nel suo libro, pubblicato dopo il ritorno da quella storica impresa, Dalin ha rivelato di aver affrontato la regata mentre già combatteva contro il cancro—impostando sveglie sul telefono per non saltare le terapie e seguendo un regime speciale di cibo liofilizzato per gestire la sua condizione medica.

In seguito a quel trionfo, è stato nominato Velista dell'Anno dalla Federazione Francese di Vela e insignito del premio della Mange Olsson Foundation per lo straordinario impatto umano e sportivo lasciato nel mondo della vela. Nel 2025 è stato inoltre nominato Cavaliere della Legion d'Onore in Francia.

A gennaio 2026, l'annuncio più difficile: Dalin comunicava l'impossibilità di partecipare alla Route du Rhum. "La vela d'altura in solitario mi è attualmente preclusa", aveva scritto in una nota ufficiale, esprimendo comunque la volontà di affiancare il suo sostituto al timone di Macif, Sam Goodchild, per "continuare a scrivere la storia di questa barca".

Purtroppo, l'avanzare della malattia ha reso impossibile qualsiasi ulteriore impegno agonistico.

La scomparsa di Charlie Dalin è stata confermata giovedì dalla famiglia ai media francesi: "È con profonda tristezza che io e la mia famiglia annunciamo la morte di mio marito Charlie Dalin, arrivata dopo una lunga malattia", ha scritto la moglie Perrine Le Pape in un comunicato diffuso dall'agenzia AFP.

"Gli verranno resi gli onori che merita nei prossimi giorni", ha aggiunto, invitando tutti a "rispettare la privacy" dei familiari e degli amici del velista, che combatteva contro un tumore stromale gastrointestinale (GIST) da poco più di due anni e mezzo.

Tutta la grande famiglia di The Ocean Race si stringe in un profondo abbraccio attorno alla moglie, ai familiari e agli amici di Charlie Dalin, e a tutta la comunità della vela d'altura francese che lo ha conosciuto, stimato e amato.